Nell’autunno del 2016 mi ero appena trasferita a Perugia. Ero entusiasta di quella nuova avventura, una nuova città, una nuova Università, nuovi luoghi da esplorare e persone da conoscere.

Il mio nuovo coinquilino ed io partecipammo ad un aperitivo di presentazione di un’Associazione di promozione sociale chiamata “Orto Sole” che, nel centro di Perugia, si stava occupando di gestire uno spazio verde con lo scopo di creare una rete di sostegno per coloro che si trovavano in situazioni di vulnerabilità, attraverso progetti di permacultura urbana.

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Conobbi alcuni dei protagonisti di questa realtà non sapendo che sarebbero diventati una seconda famiglia con cui condividere idee, progetti, con cui scontrarsi e fare gruppo. La loro “mission” mi convinse e iniziai a seguire le loro attività. Ricordo bene la prima volta in cui varcai quella porticina sulle “scalette delle Prome”, entrai in uno spazio che sembrava tutt’altro che urbano: una piccola oasi al centro della città! Conobbi successivamente Eros, il presidente, e Gianfranco, il custode, le “vere anime” di quel progetto che iniziò ad appassionarmi sempre di più. A marzo del 2017 entrai all’interno del direttivo e diventai parte attiva di quell’avventura che per me è stata un’importante esperienza e soprattutto un’occasione di crescita personale e professionale.

L’Associazione “Orto Sole” nasce ufficialmente nel luglio del 2015 ma già in precedenza il terreno - un appezzamento di circa tremila metri quadri al di sotto delle mura del “Belvedere di Porta Sole” acquisito attraverso comodato d’uso gratuito da parte di privati - era stato ripulito dalla vegetazione e dai rifiuti accumulati negli anni.

L’intento di “Orto Sole” non era solo quello di creare un “orticello”, ma di dare vita ad un vero e proprio progetto di integrazione sociale aperto a tutti e per tutti, da concretizzarsi attraverso il lavoro manuale e con finalità di rivalutazione urbana. Si è voluto riportare un giardino abbandonato alla sua antica bellezza e renderlo fruibile per i cittadini con diverse attività, in un’ottica di salvaguardia ambientale ben chiara sin dall’inizio, tant’è vero che l’orto è stato attentamente progettato per utilizzare in modo efficiente gli spazi presenti e per migliorare la fertilità, preservando e valorizzando la biodiversità.

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La zona sottostante alle mura antiche presenta una vegetazione ad alto fusto, che è stata conservata, i terrazzamenti sono stati adibiti a zona produttiva, con orto permanente ed alcuni alberi da frutto, mentre nella zona pianeggiante è stato creato uno spazio a disposizione di eventi culturali. L’orto è stato disegnato e realizzato durante un laboratorio gestito da due esperti in cui i partecipanti hanno potuto apprendere le basi teoriche della progettazione in permacultura. Grazie ad una raccolta fondi da privati sensibili a queste tematiche sono stati acquistati attrezzi di lavoro e piante, e diversi sono stati i volontari che hanno lavorato, per preparare il terreno, seminare, trapiantare, curare le piante e provvedere alla raccolta, anche in cambio di prodotti. Già durante l’estate successiva l’orto offrì un ricco raccolto.

Abbiamo ospitato il festival “UmbriAmico”, corsi di scrittura creativa, laboratori di didattica ambientale e altri eventi organizzati con “Rinoceronte Teatro”. Gli alunni della scuola Montessori hanno partecipato prendendosi cura delle aiuole e trapiantando piccoli alberi da frutto, mentre gli studenti stranieri di “Umbra Institute” hanno offerto il loro aiuto concreto e costante nel tempo.

L’attività nell’orto è stata un’occasione per far comprendere l’importanza di un’alimentazione con cibo di qualità, un’occasione per staccare dalle occupazioni quotidiane e un’opportunità per creare una rete sociale forte. Durante la mia permanenza in associazione ho conosciuto diverse persone con disagio per cui il lavoro nell’orto ha rappresentato un’occasione di integrazione nella comunità. Il vero protagonista ed ispiratore dell’intero progetto è stato però Gianfranco, all’epoca senza fissa dimora, diventato poi custode dell’orto ed in seguito fruitore di una borsa lavoro regionale. Gianfranco, una presenza preziosa che con poche parole e tanto lavoro ha dato un contributo fondamentale per rendere “Orto Sole” un piccolo paradiso.

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“Ortosole” è solo una delle tante realtà esistenti oggi in Italia. Ci auguriamo che molti altri progetti possano prendere forma, non solo per l’aspetto educativo, per la protezione della biodiversità, per il benessere che la cura di uno spazio verde regala, per l’aspetto socializzante e l’integrazione di persone con fragilità,  ma anche per rendere le nostre città più vivibili, grazie alla riqualificazione urbana,  ai benefici che la presenza di verde - con gli effetti di riduzione sull’inquinamento - offre, e ai diversi vantaggi che presenta una produzione locale.

Se volete continuare a seguire le attività dell'Associazione "Orto Sole" eccovi il link della loro pagina Facebook: Associazione Orto Sole

Rossella Ferretti

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