A Findhorn tutto iniziò da un giardino.

Baia

Siamo agli inizi degli anni sessanta, nel nord della Scozia. Peter e Eileen Caddy, dopo aver gestito con un certo successo un albergo nella cittadina di Forres, si ritrovarono senza lavoro, né casa, né soldi. Solo una roulotte azzurra parcheggiata nei pressi di Findhorn, un villaggio di pescatori sulla baia omonima, un luogo ventoso, freddo, inospitale. Decisero di traferirsi lì con i loro tre figli e Dorothy Maclean, ex collega ed amica. Peter per sfamare la famiglia iniziò a coltivare un orto, con scarsi risultati a causa del terreno inadatto e del clima sfavorevole.

Dorothy era una donna particolarmente sensibile e avvertì sin da subito una forte connessione con quei luoghi. Presto entrò in comunicazione con gli spiriti della natura che le suggerirono la necessità di un approccio più consapevole e responsabile nei confronti dell’ambiente, proponendo una collaborazione attiva. Con Peter tali intuizioni si concretizzarono in interventi precisi riguardo la progettazione dell’orto e la sua cura. Ben presto i risultati arrivarono e un terreno sabbioso si trasformò in un giardino lussureggiante, con una ricchissima produzione di fiori, ortaggi e frutti di vario genere, dalle singolari dimensioni. Da qui la fama di questo luogo che attirò sin da subito molte persone, semplici curiosi, orticoltori, studiosi, alcuni dei quali si stabilirono dando l’avvio ad una comunità decisa a portare avanti un progetto di sviluppo in armonia con la natura.

Negli anni la comunità si organizzò in ecovillaggio, ed è oggi riconosciuta come centro di riferimento internazionale, in continua ricerca nella direzione di uno sviluppo sostenibile da un punto vista agricolo, delle risorse energetiche ed edilizio. È costituita da circa 90 edifici ecologici, turbine eoliche per la produzione di elettricità, un sistema di fitodepurazione delle acque (“the living machine”) e porta avanti diversi progetti innovativi a favore della salvaguardia del pianeta.

house

La Fondazione di Findhorn è una istituzione internazionale che ospita ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo, artisti, studiosi, ricercatori, coloro che aspirano ad un modo di vivere più consapevole, secondo principi etici ed in armonia con se stessi, i regni della natura e le altre persone. Offre un ricco programma con finalità educative e di sviluppo del proprio potenziale, seminari ed esperienze di vita condivisa, a favore di una crescita personale, spirituale, comunitaria.

Abbiamo avuto la fortuna di visitare la comunità di Findhorn due anni fa, in occasione di un viaggio in Scozia. Un soggiorno breve ma ricco di stimoli e di suggestioni. Lì ci siamo lasciate ispirare dalla frase “Love in Action” incisa sul cancello di entrata del primo giardino – un luogo magico, pieno di energia - in cui è ancora conservata la vecchia roulotte azzurra. Frase con cui Peter Caddy ha voluto sottolineare l’importanza per ognuno di tradurre in azione concreta le proprie aspirazioni, qualunque sia il lavoro svolto, con un atteggiamento di apertura, gratitudine e chiara intenzione.

“Findhorn” è un esempio illuminante di come sia possibile coniugare la ricerca di una piena realizzazione personale con il bene comune, e attraverso i tre punti chiave – crescita interiore, amore in azione e connessione con i regni della natura – gettare i semi per un nuovo futuro. Se volete  approfondire i principi che animano la comunità e conoscere i loro progetti:  https://www.findhorn.org.

pottery 1

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.